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Temi dell'attività parlamentare

Difesa e Forze armate
Difesa e Forze armate
Deliberazione del Consiglio dei ministri - Missioni internazionali (14 gennaio 2017)

Lo scorso 16 gennaio il Governo ha trasmesso alle Camere la deliberazione del Consiglio dei ministri del 14 gennaio 2017, concernente la partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali ed alle iniziative di cooperazione allo sviluppo per il sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. Si tratta, quindi, della prima deliberazione in materia di autorizzazione e proroga delle missioni internazionali adottata dal Governo assunta ai sensi dell'articolo 2, comma 1 della legge n. 145 del 2017.

Alla delibera sono allegate 49 schede tecniche che costituiscono parte integrante del provvedimento trasmesso alle Camere e le proroghe si riferiscono al periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017.

Il 7 febbraio le Commissioni Difesa ed Esteri hanno iniziato l'esame della deliberazione. Lo stesso giorno si sono svolte le audizioni dei ministri Angelino Alfano e Roberta Pinotti. La Relazione per l'Assemblea è stata approvata dalle Commissioni il 16 febbraio 2017. Con le risoluzioni 6/00290  e 6/00292 di identico contenuto dell'8 marzo 2017 la Camera ha approvato le autorizzazioni e le proroghe delle missioni internazionali deliberate dal Consiglio dei ministri il 14 gennaio 2017, confermando sia gli importi che il numero di personale impegnato.

 
Le missioni in Europa
16/03/2017

Le schede da 1 a 10, si riferiscono alla proroga della partecipazione di personale militare e civile alle missioni internazionali che si svolgono in Europa.

Nello specifico si tratta della:

  • missione NATO Joint Enterprise nei Balcani [scheda 1];
  • missione EULEX Kosovo (European Union Rule of Law Mission in Kosovo, [schede 2, 3 e 4];
  • missione UNMIK (United Nations Mission in Kosovo), [scheda 5];
  • missione ALTHEA dell'Unione Europea in Bosnia-Erzegovina - all'interno della quale opera anche la missione IPU (Integrated Police Unit) [scheda 6];
  • programma delle Forze di polizia italiane (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Corpo della Guardia di Finanza) in Albania e nei paesi dell'area balcanica, [scheda 7];
  • missione UNFICYP (United Nations Peacekeeping Force in Cyprus) delle Nazioni Unite a Cipro, [scheda 8];
  • missione Sea Guardian della NATO che subentra alla missione Active endeavour nel Mediterraneo, [scheda 9];
  • operazione dell'Unione europea nel Mediterraneo centromeridionale denominata EUNAVFOR MED operazione SOPHIA, [scheda 10].

 

Ulteriori missioni in Europa sono previste dalle schede da 36 a 42, tra cui:

  • potenziamento del dispositivo aeronavale nazionale di sorveglianza e di sicurezza nel Mediterraneo centrale, cosiddetta Operazione Mare Sicuro, [scheda 36];
  • potenziamento del dispositivo NATO Active Fence, a difesa dei confini sud-orientali dell'Alleanza, [scheda 37];
  • potenziamento del dispositivo NATO per la sorveglianza dello spazio aereo dell'area sud-orientale dell'Alleanza, [scheda 38];
  • potenziamento del dispositivo NATO per la sorveglianza navale dell'area sud dell'Alleanza, [scheda 39];
  • potenziamento del dispositivo NATO in Lettonia, [scheda 40];
  • potenziamento del dispositivo NATO Air Policing in Bulgaria, [scheda 41];
  • potenziamento del dispositivo NATO Interim Air Policing in Islanda, [scheda 42].
 
Le missioni in Asia
16/03/2017

Le schede da 11 a 21, si riferiscono alla proroga della partecipazione di personale militare e civile alle missioni internazionali che si svolgono in Asia.

Nello specifico si tratta della:

  • missione NATO in Afghanistan denominata Resolute Support Mission, [scheda 11];
  • missione UNIFIL in Libano, (United Nations Interim Force in Lebanon), [scheda 12];
  • impiego di personale militare in attività di addestramento delle Forze di sicurezza libanesi, [scheda 13];
  • missione multilaterale TIPH2 (Temporary International Presence) in Hebron, [scheda 14];
  • impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi, [scheda 15];
  • missione dell'Unione Europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, EUBAM Rafah (European Union Border Assistance Mission in Rafah), [scheda 16];
  • missione EUPOL COPPS (European Union Police Mission for the Palestinian Territories) in Palestina, [schede 17 e 18]; 
  • attività della coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh [scheda 19];
  • missione UNMOGIP (United Nations Military Observer Group) in India and Pakistan , [scheda 20];
  • partecipazione di personale militare, del Corpo militare volontario e del Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein, in Qatar e a Tampa e per esigenze connesse con le missioni in Asia e in Medio Oriente, [scheda 21].

 

 
Le missioni in Africa
16/03/2017

Le schede da 22 a 35, si riferiscono alla proroga della partecipazione di personale militare e civile alle missioni internazionali che si svolgono in Africa.

Nello specifico si tratta della:

  • missione bilaterale di supporto sanitario in Libia denominata Operazione Ippocrate, il cui obiettivo è fornire supporto sanitario al Governo di Accordo nazionale libico, mediante l'installazione di un ospedale da campo presso l'aeroporto di Misurata, [scheda 22];
  • missione politica speciale integrata UNSMIL United Nations Support Mission in Libya, [scheda 23];
  • missione bilaterale di assistenza alla Guardia costiera della Marina militare libica, con l'obiettivo di fronteggiare il fenomeno dell'immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani, [scheda 24];
  • missione UE antipirateria denominata EUNAVFOR Atalanta, che opera al largo della Somalia, [scheda 25];
  • missione PSDC della UE di addestramento in Somalia denominata EUTM Somalia, [scheda 26];
  • missione PSDC dell'UE di capacity building in Somalia denominata EUCAP Somalia (ex EUCAP Nestor), [scheda 27];
  • missione bilaterale di addestramento delle forze di polizia somale e gibutiane nella base nazionale di Gibuti, [scheda 28];
  • impiego di personale militare presso la base militare nazionale di Gibuti per le esigenze connesse con le missioni internazionali nell'area del Corno d'Africa, [scheda 29];
  • missione delle Nazioni Unite in Mali MINUSMA (Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali), [scheda 30];
  • missione dell'UE denominata EUTM Mali, [scheda 31];
  • missione dell'UE denominata EUCAP Sahel Mali, [scheda 32];
  • missione dell'UE denominata EUCAP Sahel Niger, [scheda 33];
  • missione MFO Multinational Force and Observers in Egitto (), [scheda 34];
  • missione civile dell'UE denominata European Union Border Assistance Mission in Libya, EUBAM Libya, [scheda 35].
 
Infografiche di interesse
16/03/2017

 
Altri impegni operativi
16/03/2017

Le schede 43 e 44 si riferiscono ad esigenze comuni a più teatri operativi delle FFAA e al supporto info-operativo a protezione delle Forze Armate.

Più in particolare la scheda 43 riguarda la stipula dei contratti di assicurazione del personale, di trasporto (del personale, dei mezzi e dei materiali) e di realizzazione di infrastrutture, connessi alle esigenze organizzative e di sicurezza dei contingenti militari nelle aree in cui si svolgono le missioni internazionalisia. La scheda 44 riguarda il mantenimento del dispositivo info-operativo dell'AISE (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) a protezione del personale delle Forze Armate impiegato nelle missioni internazionali.

 
Cooperazione allo sviluppo, sminamento umanitario e sostegno ai processi di pace
  • 4 dossier
  • 2 rimandi
16/03/2017

Le schede da 45 a 49 si riferiscono ad una serie d'interventi di cooperazione, assistenza ai rifugiati, iniziative internazionali ed europee in materia di migrazione e sviluppo e, infine, ad interventi di sostegno ai processi di pace, stabilizzazione e rafforzamento della sicurezza.

Piu in particolare gli interventi hanno per finalità, tra l'altro:

  • miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e dei rifugiati e a sostegno alla ricostruzione civile in Paesi in situazione di conflitto, sminamento umanitario, [scheda 45];
  • sostegno ai processi di pace, stabilizzazione e rafforzamento della sicurezza, [scheda 46];
  • partecipazione alle iniziative delle Organizzazioni internazionali per la pace e la sicurezza, come prevenzione dei conflitti, transizione democratica e rafforzamento delle istituzioni e degli enti di sicurezza e difesa, [scheda 47];
  • contribuire con un sostegno finanziario alle forze di sicurezza afghane, comprese le forze di polizia, [scheda 48];
  • garantire adeguatamente la sicurezza delle sedi e l'incolumità del personale e degli utenti degli uffici in aree di crisi, [Scheda 49].
Dossier
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