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Temi dell'attività parlamentare

Finanza, fisco e patrimonio pubblico
Commissione: VI Finanze
Fisco, patrimonio e altre entrate
L'attuazione della delega fiscale

La legge 11 marzo 2014, n. 23 ha conferito una delega al Governo per la realizzazione di un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita.

Con la legge n. 34 del 2015 (articolo 1, comma 2), di conversione del decreto-legge n. 4 del 2015, il termine per l'esercizio della suddetta delega è stato prorogato sino al 27 giugno 2015 (e cioè di tre mesi rispetto al termine originario). Nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2015 sono stati pubblicati gli ultimi decreti legislativi attuativi della delega.

 
I decreti legislativi
  • 1 risorsa web
08/10/2015

In attuazione della delega sono stati emanati i seguenti provvedimenti:

  • Il Decreto Legislativo n. 175 del 2014, relativo alle semplificazioni fiscali e alla dichiarazione dei redditi precompilata (Atto del Governo n. 99-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 novembre 2014;
  • il Decreto Legislativo n. 188 del 2014, in materia di tassazione dei tabacchi lavorati, dei loro succedanei, nonché di fiammiferi (Atto del Governo n. 106-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre 2014;
  • il Decreto Legislativo n. 198 del 2014riguardante la composizione, le attribuzioni e il funzionamento delle Commissioni censuarie (Atto del Governo n. 100-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2015;
  • il Decreto Legislativo n. 127 del 2015, in materia di fatturazione elettronicatrasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici  (Atto del Governo n. 162-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 2015;
  • il Decreto Legislativo n. 128 del 2015, recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente (Atto del Governo n. 163-bis ), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 2015;
  • il Decreto Legislativo n. 147 del 2015 recante misure per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese (Atto del Governo n. 161-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 settembre 2015;
  • il Decreto Legislativo n. 156 del 2015, recante misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario (Atto del Governo n. A.G. 184-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2015
  • il Decreto Legislativo n. 157 del 2015, recante misure per la revisione della disciplina dell'organizzazione delle agenzie fiscali (Atto del Governo n. A.G.181-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2015
  • il Decreto Legislativo n. 158 del 2015, riguardante la revisione del sistema sanzionatorio (Atto del Governo n. A.G. n. 183-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2015
  • il Decreto Legislativo n. 159 del 2015, recante misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione (Atto del Governo n. A.G. 185-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2015
  • il Decreto Legislativo n. 160 del 2015, riguardante la stima e il monitoraggio dell'evasione fiscale e il monitoraggio e il riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale (Atto del Governo n. A.G. 182-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 201

Si rammenta che il 27 giugno 2015 è scaduto il termine per l'attuazione della delega. Restano quindi inattuate o parzialmente attuate, tra le altre, le seguenti norme:

  • revisione del catasto dei fabbricati, fatta salva la riforma delle Commissioni censuarie (articolo 2);
  • revisione della riscossione degli enti locali (articolo 10, comma 1, lettera c));
  • revisione dell'imposizione sui redditi di impresa (articolo 11, comma 1, lettera a));
  • razionalizzazione dell'imposta sul valore aggiunto e di altre imposte indirette, fatta salva la revisione delle accise sui tabacchi lavorati (articolo 13);
  • revisione della disciplina dei giochi pubblici e rilancio del settore ippico (articolo 14);
  • revisione della fiscalità energetica e ambientale (articolo 15).

 

 Per quanto riguarda le modalità di attuazione delle singole disposizioni, si rinvia alla documentazione allegata al presente tema.

Documenti e risorse WEB
 
Il contenuto della delega fiscale
  • 1 dossier
08/10/2015

La legge 11 marzo 2014, n. 23 (A.C. 282 Causi, C. 950 Zanetti, C. 1122 Capezzone e C. 1339 Migliore) riprende il contenuto del disegno di legge d'iniziativa del Governo della scorsa legislatura A.C. 5291 (Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita), come approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 12 ottobre 2012, che non ha concluso il proprio iter al Senato. La Commissione Finanze ha inteso riprendere i lavori parlamentari sui temi della revisione del sistema tributario con l'obiettivo di individuare in tempi rapidi alcune soluzioni alle esigenze di semplificazione, certezza del sistema tributario, tutela dei diritti dei contribuenti e riduzione della pressione tributaria sulle famiglie e le imprese che l'attuale recessione economica rende ancora più ineludibili.

La legge, che persegue l'obiettivo della riduzione della pressione tributaria sui contribuenti (articolo 16), si compone di 16 articoli concernenti i principi generali e le procedure di delega; la revisione del catasto dei fabbricati; le norme per la stima e il monitoraggio dell'evasione e il riordino dell'erosione fiscale; la disciplina dell'abuso del diritto e dell'elusione fiscale; la cooperazione rafforzata tra l'amministrazione finanziaria e le imprese, con particolare riguardo al tutoraggio, alla semplificazione fiscale e alla revisione del sistema sanzionatorio; il rafforzamento dell'attività conoscitiva e di controllo; la revisione del contenzioso tributario e della riscossione degli enti locali; la revisione dell'imposizione sui redditi di impresa e la previsione di regimi forfetari per i contribuenti di minori dimensioni, nonché la razionalizzazione della determinazione del reddito d'impresa e delle imposte indirette; la disciplina dei giochi pubblici; le nuove forme di fiscalità ambientale.

Nell'esercizio della delega il Governo deve attenersi, oltre che ai singoli criteri direttivi esplicitati in ciascun articolo della proposta in esame, al rispetto dei princìpi costituzionali, in particolare di quelli di cui agli articoli 3 e 53 della Costituzione, nonché del diritto dell'Unione europea; al rispetto dei princìpi dello statuto dei diritti del contribuente, con particolare riferimento al rispetto del vincolo di irretroattività delle norme tributarie; le nuove norme devono inoltre essere coerenti con quanto stabilito dalla legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale. Ulteriori principi di delega riguardano: la tendenziale uniformità della disciplina delle obbligazioni tributarie; il coordinamento e la semplificazione degli obblighi contabili e dichiarativi dei contribuenti; la coerenza e uniformità dei poteri in materia tributaria; la generalizzazione del meccanismo della compensazione tra crediti d'imposta vantati dal contribuente e debiti tributari a suo carico.

 Quanto alla procedura per l'emanazione dei decreti attuativi, si prevede che le Commissioni parlamentari competenti e per i profili finanziari hanno 30 giorni (prorogabili di altri 20) per l'espressione del parere, trascorsi i quali il provvedimento può essere comunque adottato. Si prevede altresì una procedura rafforzata analoga a quella prevista per i decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale: qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, il Governo è tenuto a trasmettere nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modifiche. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro dieci giorni, decorsi i quali i decreti possono essere comunque adottati. Il Governo, nei 18 mesi successivi dalla data di entrata in vigore di ciascun decreto attuativo, può adottare eventuali decreti correttivi e integrativi.

Il 15 gennaio 2015 la Commissione Finanze della Camera ha avviato l'esame delle proposte di legge A.C. 2729 Capezzone e A.C. 2772 Causi recanti la proroga del termine per l'esercizio della delega. L'articolo 1 della legge n. 34 del 2015, con la quale è stata disposta la conversione del decreto-legge n. 4 del 2015, riprendendo sostanzialmente il contenuto di tali proposte, ha prorogato il termine per l'esercizio della delega fino al 27 giugno 2015 (vale a dire di tre mesi). Inoltre il provvedimento ha disposto che, ove il termine per l'espressione del parere parlamentare cada negli ultimi trenta giorni precedenti il termine finale di scadenza della delega, ovvero successivamente a tale termine, operi una proroga automatica di novanta giorni del predetto termine di delega.

Dossier
 
Semplificazioni, abuso del diritto e tax compliance nella delega fiscale
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15/04/2016

L'articolo 7 della legge delega n. 23 del 2014 ha affidato al Governo il compito di riformare gli attuali regimi fiscali nell'ottica della semplificazione, anche in riferimento alla struttura delle addizionali regionali e comunali. La delega prevede la semplificazione degli adempimenti, specialmente di quelli che si ritengono superflui ai fini del controllo e dell'accertamento da parte dell'amministrazione finanziaria, o comunque non conformi al principio di proporzionalità. Si prevede inoltre la semplificazione delle funzioni dei sostituti d'imposta, degli intermediari e dei Caf, attraverso il potenziamento dell'utilizzo dell'informatica.

Con il D.Lgs. n. 175 del 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 novembre 2014, sono state introdotte norme di attuazione della legge delega in materia di semplificazioni fiscali e dichiarazione precompilata. Tra le misure previste nel decreto, oltre all'introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata, si segnalano la revisione della disciplina concernente i rimborsi IVA e lo snellimento degli adempimenti connessi ad operazioni intracomunitarie e con i Paesi esteri. Sono semplificati alcuni adempimenti in riferimento alla struttura delle addizionali regionali e comunali.

Tra gli obiettivi delineati dalla legge delega emerge inoltre la certezza del sistema tributario. A tal fine il Governo è delegato ad attuare la revisione delle disposizioni antielusive al fine di disciplinare il principio generale di divieto dell'abuso del diritto, del quale viene fornita una prima definizione: costituisce abuso del diritto l'uso distorto di strumenti giuridici allo scopo prevalente di ottenere un risparmio d'imposta, ancorché tale condotta non sia in contrasto con alcuna specifica disposizione (articolo 5).

Il Decreto Legislativo n. 128 del 5 agosto 2015, recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 2015. Dando attuazione al richiamato articolo 5 della legge delega, il decreto reca la revisione delle disposizioni antielusive al fine di disciplinare il principio generale di divieto dell'abuso del diritto, dandone una nuova definizione, unificata a quella dell'elusione, estesa a tutti i tributi, non limitata a fattispecie particolari e corredata dalla previsione di adeguate garanzie procedimentali. La disciplina è prevista dal nuovo articolo 10-bis dello Statuto dei diritti del contribuente (legge n. 212 del 2000) Costituisce quindi abuso del diritto l'uso distorto di strumenti giuridici allo scopo prevalente di ottenere un risparmio d'imposta, ancorché tale condotta non sia in contrasto con alcuna specifica disposizione. Resta salva la possibilità di scegliere tra regimi alternativi espressamente previsti dal sistema tributario. L'abuso del diritto si configura quando lo scopo di ottenere indebiti vantaggi fiscali risulta come causa prevalente dell'operazione abusiva; al contrario, se l'operazione (o la serie di operazioni) è giustificata da ragioni extrafiscali non marginali, l'abuso non si configura. L'onere di dimostrare il disegno abusivo e le eventuali modalità di manipolazione e di alterazione degli strumenti giuridici utilizzati, nonché la loro mancata conformità a una normale logica di mercato, è posto a carico dell'amministrazione finanziaria, mentre grava sul contribuente l'onere di allegare l'esistenza di valide ragioni extrafiscali alternative o concorrenti che giustifichino il ricorso a tali strumenti. L'efficacia delle disposizioni dell'articolo 10-bis decorre dal 1° ottobre 2015. Esse si applicano retroattivamente anche alle operazioni poste in essere anteriormente, per le quali non sia stato notificato l'atto impositivo.

 In attuazione dell'articolo 8, comma 2, della legge delega, il D.Lgs. n. 128 del 2015 ha modificato inoltre la disciplina del raddoppio dei termini per l'accertamento introducendo un limite: il raddoppio non opera qualora la denuncia da parte dell'amministrazione finanziaria, in cui è ricompresa la Guardia di finanza, sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini (articolo 2). Sono fatti salvi espressamente gli effetti degli avvisi di accertamento, dei provvedimenti che irrogano sanzioni amministrative tributarie e degli altri atti impugnabili con i quali l'Agenzia delle entrate fa valere una pretesa impositiva o sanzionatoria, notificati al 2 settembre 2015 (data di entrata in vigore del decreto in esame). Pertanto, qualora non sia stato notificato uno degli atti di controllo citato alla data di entrata in vigore del decreto, opera la decadenza per i periodi di imposta fino al 2009 compreso. Sono altresì fatti salvi gli effetti degli inviti a comparire notificati entro il 2 settembre 2015, nonché dei processi verbali di constatazione dei quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza entro la stessa data, sempre che i relativi atti recanti la pretesa impositiva o sanzionatoria siano notificati entro il 31 dicembre 2015

 Al fine di migliorare i rapporti con i contribuenti, seguendo le linee della cooperative compliance proposta dall'OCSE, il D.Lgs. n. 128 del 2015 ha introdotto una nuova disciplina del regime dell'adempimento collaborativo, prevedendo sistemi di gestione e controllo interno dei rischi fiscali da parte dei grandi contribuenti (articoli 3-7, in attuazione dell'articolo 6, comma 1, della legge delega). Per accedere al nuovo regime dell'adempimento collaborativo è necessario che il contribuente sia dotato di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, ovvero del rischio di operare in violazione di norme o di princìpi tributari. A fronte di ciò sono previsti minori adempimenti, con la riduzione delle eventuali sanzioni, nonché forme specifiche di interpello preventivo con procedura abbreviata. In fase di prima applicazione, il regime è riservato ai contribuenti di maggiori dimensioni che conseguono un volume di affari o di ricavi non inferiore a 10 miliardi di euro. Possono aderire al nuovo regime anche i contribuenti che hanno presentato istanza di adesione al Progetto Pilota sul Regime di Adempimento Collaborativo del 2013, dotati di un sistema di controllo interno per la gestione del rischio fiscale e che conseguono un volume di affari o di ricavi non inferiore a un miliardo di euro. Successivamente potranno essere ammessi, con decreto ministeriale, i contribuenti con fatturato superiore a 100 milioni di euro ovvero appartenenti a gruppi di imprese. Con il provvedimento del 14 aprile 2016 l'Agenzia delle entrate ha approvato il modello da utilizzare per la richiesta di adesione al regime ed ha fornito le relative istruzioni. L'Agenzia ha inoltre stabilito le condizioni e le modalità di accesso al nuovo regime, definendo i requisiti essenziali che il sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale deve possedere per consentire l'ammissibilità della società al programma di cooperative compliance.

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La revisione del sistema sanzionatorio tributario penale e amministrativo
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19/01/2016

La delega fiscale ha previsto la revisione del sistema sanzionatorio penale secondo criteri di predeterminazione e proporzionalità, dando rilievo alla configurazione del reato tributario per i comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e utilizzo di documentazione falsa (articolo 8). Sono inoltre previste una più puntuale definizione delle fattispecie di elusione ed evasione fiscale e delle relative conseguenze sanzionatorie nonché la revisione del regime della dichiarazione infedele e del sistema sanzionatorio amministrativo, al fine di meglio correlare le sanzioni all'effettiva gravità dei comportamenti.

Il Decreto Legislativo n. 158 del 2015, riguardante la revisione del sistema sanzionatorio (Atto del Governo n. A.G. n. 183-bis), è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2015. Esso prevede la revisione del sistema penale tributario, mediante modifiche del D.Lgs. n. 74 del 2000 (Titolo I) e la modifica dell'impianto sanzionatorio amministrativo (Titolo II). Con riferimento alle fattispecie penali, in sintesi il decreto prevede un inasprimento delle condotte fraudolente (pene più severe per l'omessa presentazione della dichiarazione, l'occultamento o distruzione di scritture contabili e l'indebita compensazione di crediti inesistenti; è introdotto il reato di omessa presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta) e un alleggerimento di quelle ritenute meno gravi (ad esempio, sono elevate le soglie di punibilità, da 50 mila a 250 mila, per l'omesso versamento dell'Iva, da 50 mila a 150 mila euro per la dichiarazione infedele, da 30 mila a 50 mila per l'omessa dichiarazione). Sono inoltre circoscritte le definizioni di ‘documenti falsi', di ‘mezzi fraudolenti' e di ‘operazioni simulate'. La disciplina penale della dichiarazione infedele è stata mitigata: non sono punibili le valutazioni che, singolarmente considerate, differiscono in misura inferiore al 10 per cento rispetto a quelle corrette. Si prevede la non punibilità nel caso del pagamento del debito tributario prima del dibattimento, per i reati di dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, omesso versamento delle ritenute e dell'IVA; in caso di pagamento del debito per gli altri reati le pene sono diminuite fino alla metà e non si applicano le pene accessorie e le circostanze aggravanti. I beni sequestrati, diversi dal denaro e dalle disponibilità finanziarie, possono essere affidati in custodia giudiziale agli organi dell'amministrazione finanziaria che ne facciano richiesta per le loro esigenze operative. 

La riforma del sistema sanzionatorio penale tributario (Titolo I) è entrata in vigore il 22 ottobre 2015. La revisione del sistema sanzionatorio amministrativo (Titolo II) è entrata in vigore il 1° gennaio 2016 (termine così anticipato dalla legge di stabilità 2016: articolo 1, comma 133, della legge n. 208 del 2015).

Dossier
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Fatturazione elettronica e trasmissione telematica delle operazioni IVA
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05/11/2015

La delega fiscale ha previsto di incentivare l'utilizzo della fatturazione elettronica (articolo 9).

Disposizioni premiali che incentivano l'uso della fattura elettronica sono previste dal Decreto Legislativo n. 127 del 2015, in materia di fatturazione elettronicatrasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici (Atto del Governo n. 162-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 2015. In particolare, a decorrere dal 1° gennaio 2016, è introdotta la possibilità per i contribuenti che vi opteranno di utilizzare gratuitamente il servizio per la generazione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche che l'Agenzia delle entrate metterà a disposizione a decorrere dal 1° luglio 2016. A decorrere dal 1° gennaio 2017 i soggetti che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi (essenzialmente nel settore del commercio) hanno la facoltà di trasmettere telematicamente all'Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi, in sostituzione degli obblighi di registrazione. L'opzione ha effetto per cinque anni e si estende, ove non revocata di quinquennio in quinquennio. In sostanza si tratta del superamento dell'emissione dello scontrino ai fini fiscali. Resta comunque fermo l'obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente, necessaria ad esempio per attivare una garanzia, o per dimostrare un avvenuto acquisto. A favore dei soggetti che effettuano l'opzione per la trasmissione telematica delle fatture e, sussistendone i presupposti, per coloro che effettuano sia la predetta opzione che quella relativa alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi, vengono meno determinati obblighi di comunicazione (spesometro, black list); i rimborsi IVA sono eseguiti in via prioritaria; i termini di accertamento in materia di IVA ed imposte dirette sono ridotti di un anno per quei contribuenti che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati.

Dossier
 
La disciplina degli interpelli
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17/05/2016

Il Decreto Legislativo n. 156 del 2015, recante misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario (Atto del Governo n. A.G. 184-bis), è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2015. Modificando lo Statuto del contribuente (legge n. 212 del 2000), sono contemplate quattro diverse tipologie di interpello:

  • ordinario, riguardante l'applicazione delle disposizioni tributarie, quando vi sono condizioni di obiettiva incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni ovvero sulla corretta qualificazione di fattispecie, e non siano comunque attivabili le procedure relative all'accordo preventivo per le imprese con attività internazionale e all'interpello sui nuovi investimenti, introdotte dal decreto legislativo 147 del 2015 in tema di internazionalizzazione di imprese;
  • probatorio, concernente la sussistenza delle condizioni e la valutazione della idoneità degli elementi probatori richiesti dalla legge per l'adozione di specifici regimi fiscali nei casi espressamente previsti;
  • antiabuso, sull'applicazione della disciplina sull'abuso del diritto ad una specifica fattispecie;
  • disapplicativo, per la disapplicazione di norme tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta, o altre posizioni soggettive del soggetto passivo altrimenti ammesse dall'ordinamento, fornendo la dimostrazione che nella particolare fattispecie tali effetti elusivi non possono verificarsi. Tale ultima tipologia è di carattere obbligatorio, ferma restando la possibilità per il contribuente, qualora non sia stata resa risposta favorevole, di fornire la richiesta dimostrazione anche nelle successive fasi dell'accertamento in sede amministrativa e contenziosa.

Il predetto provvedimento contiene specifiche indicazioni sulle tempistiche delle risposte dell'Amministrazione; la risposta, scritta e motivata, vincola ogni organo della amministrazione con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell'istanza e limitatamente al richiedente. Quando la risposta non è comunicata al contribuente entro il termine previsto, il silenzio equivale a condivisione, da parte dell'amministrazione, della soluzione prospettata dal contribuente. Gli atti - anche a contenuto impositivo o sanzionatorio - difformi dalla risposta, espressa o tacita, sono nulli. Tale efficacia si estende ai comportamenti successivi del contribuente, riconducibili alla fattispecie oggetto di interpello, salvo rettifica della soluzione interpretativa da parte dell'amministrazione con valenza esclusivamente per gli eventuali comportamenti futuri.

L'articolo 2 del richiamato D. Lgs. n. 147 del 2015 ha introdotto nell'ordinamento una nuova tipologia di interpello, indirizzato alle società che effettuano nuovi investimenti: con lo scopo di dare certezza al contribuente in merito ai profili fiscali del piano di investimento che intende attuare, richiede che sia presentato un business pian in cui sono descritti, oltre alle caratteristiche e all'ammontare dell'investimento, anche l'incremento occupazionale in relazione alla attività in cui avviene l'investimento. Sono dunque valutati i riflessi, anche in termini quantitativi, che l'investimento ha sul sistema fiscale italiano.

L'Agenzia delle entrate ha dato attuazione all'articolo 8 del D.Lgs. n. 156 del 2015 attraverso il provvedimento 4 gennaio 2016 contenente le regole procedurali e le indicazioni operative sulle istanze d'interpello. Il provvedimento opera una tendenziale regionalizzazione degli interpelli, ossia tutte le istanze relative ai tributi erariali, indipendentemente dalla tipologia, devono essere presentate alle Direzioni regionali competenti in funzione del domicilio fiscale del contribuente. Tutte le istanze di competenza del ramo Territorio devono essere inviate alla Direzione Regionale nel cui ambito opera l'ufficio competente ad applicare la norma tributaria oggetto di interpello. Resta ferma la competenza delle strutture centrali (Direzione Centrale Normativa e Direzione Centrale Catasto, Cartografia e Pubblicità immobiliare) per le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici a rilevanza nazionale, i soggetti di più rilevante dimensione e i contribuenti esteri; fa ancora eccezione, ma in solo via transitoria, la gestione delle nuove istanze cd. "antiabuso" che fino al 31 dicembre 2017 saranno presentate direttamente alla Direzione Centrale Normativa indipendentemente dai requisiti dimensionali o dalla residenza del contribuente che presenta l'istanza.

Con la circolare 9/E del 1° aprile 2016, l'Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in ordine alla disciplina sostanziale e procedurale dell'interpello del contribuente, con riferimento alle istanze relative ai tributi amministrati dalla stessa Agenzia.

Per quanto riguarda l'interpello sui nuovi investimenti, le disposizioni di attuazione sono contenute nel decreto 29 aprile 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 maggio 2016.

 

Dossier
Documenti e risorse WEB
 
La tassazione dei redditi d'impresa nella delega fiscale
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30/06/2015

Per favorire l'internazionalizzazione dei soggetti economici operanti in Italia la legge delega ha previsto l'introduzione di norme volte a ridurre le incertezze nella determinazione del reddito e della produzione netta, in applicazione delle raccomandazioni derivanti dagli organismi internazionali e dalla Unione Europea (articolo 12). Con il Decreto Legislativo n. 147 del 2015, in attuazione della delega, sono state introdotte le misure per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese (Atto del Governo n. 161-bis).

Tra le principali misure ivi contenute si ricordano:

- la revisione degli accordi tra imprese aventi attività estera ed amministrazione finanziaria (cd. ruling di standard internazionale), che amplia la portata oggettiva dell'accordo, e la previsione di un'attività di consulenza da parte dell'Agenzia delle entrate relativa ai nuovi investimenti esteri;

- la nuova disciplina della tassazione dei dividendi esteri e, in particolare, da Stati aventi un regime fiscale privilegiato;

- la limitata deducibilità, entro il cd. valore normale, di spese e altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese localizzate in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati;

- diverse modifiche alle norme sulle cd. controlled foreign companies;

le modifiche di coordinamento con le disposizioni della legge di Stabilità 2015 che individuano gli Stati e i territori a regime fiscale privilegiato;

un nuovo regime per il trasferimento della residenza nel territorio dello Stato da parte di soggetti non residenti che esercitano imprese commerciali;

- la cd. branch exemptionossia la possibilità che in capo ad un'impresa residente nel territorio dello Stato non assumano rilevanza fiscale gli utili e le perdite realizzati dalle sue stabili organizzazioni all'estero.

Tra le disposizioni della delega non attuate si segnalano: la ridefinizione dell'imposizione sui redditi che avrebbe dovuto prevedere l'assimilazione all'IRES dell'imposizione sui redditi d'impresa, compresi quelli prodotti in forma associata, da assoggettare a un'imposta sul reddito imprenditoriale, con un'aliquota proporzionale; la deducibilità delle somme prelevate dall'imprenditore e dai soci (da assoggettare a IRPEF); l'introduzione di regimi forfettari per i contribuenti di minori dimensioni, coordinandoli con analoghi regimi vigenti; possibili forme di opzionalità per i contribuenti; la semplificazione dell'imposizione su indennità e somme percepite alla cessazione del rapporto di lavoro. Il Governo avrebbe dovuto chiarire la definizione di autonoma organizzazione, adeguandola ai più consolidati princìpi desumibili dalla fonte giurisprudenziale, ai fini della non assoggettabilità dei professionisti, degli artisti e dei piccoli imprenditori all'IRAP (articolo 11).  In materia di IVA si prevedeva la semplificazione dei sistemi speciali nonché l'attuazione del regime del gruppo IVA. Il Governo era inoltre delegato ad introdurre norme per la revisione delle imposte c.d. minori, vale a dire le imposte sulla produzione e sui consumi, di registro, di bollo, ipotecarie e catastali, sulle concessioni governative, sulle assicurazioni e sugli intrattenimenti, attraverso la semplificazione degli adempimenti, la razionalizzazione delle aliquote nonché l'accorpamento o la soppressione di fattispecie particolari, in coordinamento con le disposizioni attuative del federalismo fiscale (articolo 13).
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Dossier
Vedi anche
 
La riscossione e la tutela dei contribuenti nella delega fiscale
  • 2 dossier,
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30/06/2015

 Il rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente viene perseguito dalla legge delega sia mediante la razionalizzazione dell'istituto della conciliazione nel processo tributario, anche in un'ottica di deflazione del contenzioso, sia tramite l'incremento della funzionalità della giurisdizione tributaria (articolo 10). In tale ambito è introdotto il principio di terzietà dell'organo giudicante e previsto l'ampliamento dei soggetti abilitati a rappresentare i contribuenti dinanzi alle commissioni tributarie. 

Il Decreto Legislativo n. 159 del 2015, recante misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione (Atto del Governo n. A.G. 185-bis), è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2015. Con tale provvedimento si riduce il divario esistente in materia di rateazione delle somme dovute a seguito delle comunicazioni degli esiti di alcuni istituti definitori dell'accertamento, nonché a semplificare gli adempimenti del contribuente. Si prevede che ritardi di breve durata ovvero errori di limitata entità nel versamento delle rate non comportino l'automatica decadenza dal beneficio della rateizzazione. Si introduce  l'ipotesi di lieve inadempimento in cui non si ha la decadenza dal beneficio della dilazione. Viene esplicitata la possibilità del contribuente di avvalersi del ravvedimento operoso evitando l'iscrizione a ruolo degli importi residui dovuti. In caso di accertamento esecutivo, si consente al contribuente di attivare meccanismi per la concessione della dilazione del pagamento prima dell'affidamento in carico all'agente della riscossione, al ricorrere di evidenze specifiche che dimostrino una temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Si riducono gli oneri del servizio nazionale della riscossione (cd. aggio), riconoscendo il solo costo di funzionamento del servizio. Si riduce la misura dei tassi degli interessi per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo.

Sostanziali modifiche alle norme sul contenzioso sono contenute nel Decreto Legislativo n. 156 del 2015, recante misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario (Atto del Governo n. A.G. 184-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2015.  

 Tra le disposizioni della delega non attuate si segnalano quelle in materia di riordino della riscossione delle entrate locali, con la prevista revisione della procedura dell'ingiunzione fiscale e delle ordinarie procedure di riscossione coattiva dei tributi, per adattarle alla riscossione locale. 

Si segnala che la Commissione Finanze il 31 luglio 2014 ha avviato la discussione sulla risoluzione n. 7-00427 Causi sul riordino della riscossione coattiva.

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Il contrasto all'evasione e all'elusione nella delega fiscale
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30/06/2015

 La delega fiscale è anche orientata a proseguire il contrasto all'evasione e all'elusione e il riordino dei fenomeni di erosione fiscale (cosiddette tax expeditures), ferma restando la tutela, oltre che della famiglia e della salute, dei redditi di lavoro dipendente e autonomo, dei redditi da imprese minori e dei redditi da pensione. A questo fine, nelle procedure di bilancio sono inseriti un rapporto in materia di contrasto all'evasione fiscale (articolo 3) e un rapporto sulle spese fiscali (articolo  4).

Il Decreto Legislativo n. 160 del 2015, riguardante la stima e il monitoraggio dell'evasione fiscale e il monitoraggio e il riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale (Atto del Governo n. A.G. 182-bis), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 201, modifica la legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196) al fine di introdurre strumenti di monitoraggio delle spese fiscali (c.d. tax expenditures) e prevedere il coordinamento dei medesimi strumenti con le procedure di bilancio. Si prevede la redazione di un rapporto programmatico volto a ridurre o riformare le spese fiscali ingiustificate, superate dalla nuova situazione sociale ed economica, ovvero le spese fiscali che risultino avere le medesime finalità di programmi di spesa esistenti. La norma pone quindi in capo al Governo la predisposizione di un programma annuale di riordino delle spese fiscali da attuare con la manovra di finanza pubblica.

Si stabilisce, inoltre, che il Governo presenti annualmente contestualmente alla Nota di aggiornamento al Def un rapporto al Parlamento contenente i risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, ivi distinguendosi tra imposte accertate e riscosse, nonché tra le diverse tipologie di avvio delle procedure di accertamento. Il documento contiene inoltre l'illustrazione dei risultati del recupero di somme dichiarate e non versate, e degli effetti della correzione di errori nella liquidazione sulla base delle dichiarazioni.

Le maggiori entrate rivenienti dal contrasto all'evasione fiscale e dalla progressiva limitazione dell'erosione fiscale sono attribuite al Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale. Si segnala che la legge di stabilità 2015 ha da ultimo rimodulato il Fondo per la riduzione della pressione fiscale:

-     riducendone gli stanziamenti di 331,533 milioni di euro per il 2015 e di 18,533 milioni di euro a decorrere dal 2016 (articolo 1, comma 716 della legge n. 190 del 2014);

-     assegnandovi parte delle maggiori entrate derivanti dalle norme della medesima legge di stabilità 2015 in materia di giochi, nella misura di 150 milioni di euro a decorrere dal 2015 (comma 652 della richiamata legge n. 190 del 2014).

Tra le disposizioni della delega non attuate si segnalano quella volta all'emanazione di disposizioni finalizzate al contrasto di interessi fra contribuenti e alla riforma dell'istituto della destinazione dell'8 per mille.

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Le accise e la fiscalità ambientale nella delega fiscale
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09/07/2015

Le disposizioni di delega in materia di accise (contenute in particolare nell'articolo 13, comma 2) impegnano il Governo a introdurre norme per la revisione delle imposte sulla produzione e sui consumi.

Nella Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre 2014 è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 188 del 2014, in materia di tassazione dei tabacchi lavorati, dei loro succedanei, nonché di fiammiferiSi rinvia al tema in materia di accise per una disamina più approfondita del contenuto dell'atto. 

La legge di delega prevede altresì nuove forme di fiscalità al fine di preservare e garantire l'equilibrio ambientale (green taxes), in raccordo con la tassazione già vigente a livello regionale e locale e nel rispetto del principio della neutralità fiscale; tale tassazione è finalizzata a orientare il mercato verso modi di consumo e produzione sostenibili (articolo 15). Si prevede inoltre la revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici anche in funzione del contenuto di carbonio, come previsto dalla proposta di Direttiva del Consiglio europeo in materia di tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità. Il gettito derivante dall'introduzione della carbon tax è destinato prioritariamente alla riduzione della tassazione sui redditi, in particolare sul lavoro generato dalla green economy, e alla revisione del finanziamento dei sussidi alle fonti di energia rinnovabili. In relazione alla destinazione del gettito, il Senato ha specificato che le risorse dovranno essere finalizzate anche alla diffusione e innovazione delle tecnologie e dei prodotti a basso contenuto di carbonio e al finanziamento di modelli di produzione e consumo sostenibili.  Al fine di non penalizzare, sotto il profilo della competitività, le imprese italiane rispetto a quelle europee, si chiarisce che l'entrata in vigore delle disposizioni riguardanti la fiscalità ambientale deve essere coordinata con la data di recepimento della disciplina armonizzata decisa a livello europeo.

Rispondendo all'interrogazione n. 4-09217 Realacci, il Ministro dell'ambiente Galletti il 24 settembre 2015 ha affermato che l'articolo 15 della delega fiscale («fiscalità energetica ed ambientale») non è stato attuato in quanto il riferimento che legava politicamente – ma con meccanismi legalmente incerti – parte della sua attuazione alla revisione della direttiva europea sulla Tassazione dell'energia (ETD) ha creato incertezza. Il ritiro da parte della nuova Commissione europea della proposta di revisione dell'ETD (avvenuto a dicembre 2014) ha di fatto bloccato l'elaborazione di proposte da parte del Governo.

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Vedi anche
 
La revisione dell'organizzazione delle Agenzie fiscali
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09/10/2015

Il Decreto Legislativo n. 157 del 2015, recante misure per la revisione della disciplina dell'organizzazione delle agenzie fiscali (Atto del Governo n. A.G.181-bis), è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2015. Le disposizioni prevedono interventi in materia di riorganizzazione delle agenzie fiscali diretti a potenziare l'efficienza dell'azione amministrativa anche attraverso la definizione di specifici obiettivi misurabili sulla base di puntuali indicatori. Viene altresì prevista una revisione del sistema delle convenzioni tra Ministero dell'economia e delle finanze e agenzie fiscali, in relazione alla nuova strategia di controllo fiscale e agli obiettivi di maggiore efficienza cui essa è rivolta, cui agganciare gli incentivi per il personale. Viene ulteriormente ridotto il numero dei dirigenti, con un risparmio complessivo pari a 10 milioni di euro.

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La riforma del catasto nella delega fiscale
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30/06/2015

 Attraverso la riforma del catasto degli immobili (articolo 2) la legge delega intende correggere le sperequazioni delle attuali rendite, accentuate a seguito dell'introduzione di un nuovo moltiplicatore per il calcolo dell'imposta municipale sperimentale (IMU). Tra i principi e criteri per la determinazione del valore catastale la delega indica, in particolare, la definizione degli ambiti territoriali del mercato, nonché la determinazione del valore patrimoniale utilizzando il metro quadrato come unità di consistenza in luogo del numero dei vani. E' assicurato il coinvolgimento dei comuni nel processo di revisione delle rendite, anche al fine di assoggettare a tassazione gli immobili ancora non censiti. La riforma deve avvenire a invarianza di gettito, tenendo conto delle condizioni socio-economiche e dell'ampiezza e composizione del nucleo familiare, così come riflesse nell'ISEE, da rilevare anche attraverso le informazioni fornite dal contribuente, per il quale sono previste particolari misure di tutela anticipata in relazione all'attribuzione delle nuove rendite, anche nella forma dell'autotutela amministrativa. E' previsto un meccanismo di monitoraggio da parte del Parlamento del processo di revisione delle rendite.

Viene previsto un regime fiscale agevolato per la messa in sicurezza degli immobili, in particolare per la realizzazione di opere di adeguamento degli immobili alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.

 

Contestualmente devono essere aggiornati i trasferimenti perequativi ai comuni. Sono ridefinite le competenze delle commissioni censuarie, in particolare attribuendo loro il compito di validare le funzioni statistiche (che sanno pubblicate al fine di garantire la trasparenza del processo estimativo) utilizzate per determinare i valori patrimoniali e le rendite, nonché introducendo procedure deflattive del contenzioso.  A garanzia dei saldi di bilancio, dalla riforma non devono derivare nuovi o maggiori oneri: conseguentemente dovranno essere utilizzate prioritariamente le strutture e le professionalità già esistenti nell'ambito delle amministrazioni pubbliche. Al riguardo si segnala che la legge di stabilità 2014 (articolo 1, comma 286) autorizza la spesa di 5 milioni per il 2014 e di 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019 al fine di consentire la realizzazione della riforma del catasto.

In materia di riforma del catasto la delega è stata attuata solo con riferimento alla composizione, alle attribuzioni e al funzionamento delle Commissioni censuarie, mediante il Decreto Legislativo n. 198 del 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2015. Con la circolare n. 3/E del 18 febbraio 2015 l'Agenzia delle entrate ha delineato i tratti significativi delle nuove commissioni censuarie e ha fornito le prime indicazioni operative sugli adempimenti da effettuare per l'insediamento delle medesime, anche al fine di consentire un'omogenea applicazione delle disposizioni del D.Lgs. n. 198 del 2014. Il D.M. 27 maggio 2015, pubblicato nella G.U. del 4 giugno 2015, ha individuato i criteri per la designazione, da parte dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, dei componenti delle sezioni delle commissioni censuarie locali e centrale.

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La delega fiscale in materia di giochi
30/06/2015

 In materia di giochi pubblici, la delega ha previsto - oltre ad una raccolta sistematica della disciplina in un codice delle disposizioni sui giochi e ad un riordino del prelievo erariale sui singoli giochi - interventi volti, tra l'altro, a: tutelare i minori dalla pubblicità dei giochi e a recuperare i fenomeni di ludopatia; vietare la pubblicità nelle trasmissioni radiofoniche e televisive nel rispetto dei principi sanciti in sede europea relativi alla tutela dei minori per i giochi con vincita in denaro che introducono comportamenti compulsivi; definire le fonti di regolazione dei diversi aspetti legati all'imposizione, nonché alla disciplina dei singoli giochi, per i quali si dispone una riserva di legge esplicita alla legge ordinaria; armonizzare aggi e compensi spettanti ai concessionari; riordinare la disciplina dei controlli e dell'accertamento dei tributi gravanti sui giochi, nonché il sistema sanzionatorio (articolo 14).

 E' quindi prevista la definizione di un concorso statale mediante istituzione di un apposito fondo, la cui dotazione è stabilita annualmente con la legge di stabilità; il concorso è finalizzato prioritariamente al contrasto al gioco d'azzardo patologico, anche in concorso con la finanza regionale e locale ed è finanziato - secondo quanto previsto al Senato - attraverso modifiche mirate alla disciplina fiscale dei giochi pubblici idonee ad incrementare le risorse erariali.

 Viene quindi confermato il modello organizzativo fondato sul regime concessorio ed autorizzatorio, ritenuto indispensabile per la tutela della fede, dell'ordine e della sicurezza pubblici, per la prevenzione del riciclaggio dei proventi di attività criminose, nonché per garantire il regolare afflusso del prelievo tributario gravante sui giochi. E' garantita l'applicazione di regole trasparenti ed uniformi sull'intero territorio nazionale in materia di titoli abilitativi all'esercizio dell'offerta di gioco, di autorizzazioni e di controlli, con adeguate forme di partecipazione dei comuni al procedimento di autorizzazione e pianificazione della dislocazione locale di sale da gioco e di punti vendita in cui si esercita come attività principale l'offerta di scommesse su eventi sportivi e non sportivi, nonché in materia di installazione degli apparecchi idonei per il gioco lecito.

 Si dispone, altresì, il rilancio del settore ippico anche attraverso l'istituzione della Lega ippica italiana, con funzioni, fra l'altro, di organizzazione degli eventi ippici, controllo di primo livello sulla regolarità delle corse, ripartizione e rendicontazione del fondo per lo sviluppo e la promozione del settore ippico. Il Fondo è alimentato mediante quote versate dagli iscritti alla Lega, nonché mediante quote della raccolta delle scommesse ippiche, del gettito derivante da scommesse su eventi ippici virtuali e da giochi pubblici raccolti all'interno degli ippodromi, attraverso la cessione dei diritti televisivi sugli eventi ippici, nonché di eventuali contributi erariali straordinari decrescenti fino all'anno 2017.

La legge delega in materia di giochi non è stata attuata.

 
Memorie Seminario Istituzionale del 20 maggio 2015 sugli Atti del Governo n. 161, 162 e 163
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Memorie Seminario Istituzionale del 20 luglio 2015 sugli Atti del Governo n. 181, 182 e 185
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Memorie Seminario Istituzionale del 27 luglio 2015 sugli Atti del Governo n. 183 e 184
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Indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco
30/06/2015

La Commissione Finanze e Tesoro del Senato ha avviato, dal febbraio 2014, una indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco. Sul sito del Senato sono disponibili i testi delle numerose audizioni.

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