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Il nuovo sistema elettorale della Camera

Il 1° luglio 2016 è entrato in vigore il nuovo sistema elettorale per la Camera dei deputati come definito dalla legge 6 maggio 2015, n. 52. I collegi elettorali per l'elezione dei componenti della Camera dei deputati, in base a quanto previsto dalla nuova legge elettorale, sono stati determinati dal decreto legislativo 7 agosto 2015, n. 122, sul quale si sono espresse le competenti Commissioni parlamentari.

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I collegi elettorali della Camera
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22/09/2016

Nella Gazzetta Ufficiale dell'11 agosto 2015, n. 185 è stato pubblicato il decreto legislativo 7 agosto 2015, n. 122, che determina i collegi elettorali per l'elezione di componenti della Camera dei deputati, in base a quanto previsto dalla nuova legge elettorale (legge 6 maggio 2015, n. 52, cd. italicum).

Lo schema di decreto legislativo (n. 189) è stato sottoposto al parere parlamentare. Le competenti commissioni parlamentari hanno espresso parere favorevole con osservazioni il 30 luglio 2015.

La nuova legge elettorale – le cui disposizioni si applicano a decorrere dal 1° luglio 2016 - ha infatti delegato il Governo (art. 4) all'adozione di un decreto legislativo relativo alla determinazione dei collegi plurinominali nell'ambito di ciascuna circoscrizione, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sulla base di principi e criteri direttivi ivi indicati.

La determinazione dei collegi ha per oggetto il numero e la delimitazione territoriale degli stessi all'interno di ciascuna circoscrizione.

In base alla nuova legge elettorale le liste dei candidati sono presentate in 20 circoscrizioni elettorali suddivise nell'insieme in 100 collegi plurinominali ad eccezione delle circoscrizioni Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol, per cui sono previste disposizioni particolari.

Tenuto conto dei principi e criteri previsti dalla delega legislativa che, in base alla formulazione della legge, assumono una valenza vincolante per il legislatore delegato, escludendo le circoscrizioni Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, sono stati costituiti 100 collegi plurinominali (in Molise è costituito un collegio plurinominale, come previsto dalla legge). Oltre alla circoscrizione Molise, in applicazione dei principi e criteri direttivi stabiliti dalla legge, le circoscrizioni Umbria e Basilicata risultano costituite in un unico collegio plurinominale.

La popolazione dei collegi si attesta, come media nazionale, intorno ai 582 mila abitanti.

Il numero dei collegi plurinominali da costituire è stato determinato con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti in proporzione al numero di seggi assegnati alla circoscrizione come previsto dall'art. 56 della Costituzione e dalla legge 52/2015.

La popolazione di ciascun collegio non si scosta dalla media della popolazione dei collegi della circoscrizione di più del 20 per cento in eccesso o in difetto, come previsto nei criteri direttivi.

E' assicurata la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari.

Con riferimento al Trentino-Alto Adige, la previsione della legge, a carattere vincolante, stabilisce che gli otto collegi uninominali ivi presenti – determinati in base all'art. 7 della legge 277/1993 - devono essere tali da assicurare che il territorio di nessun collegio sia compreso in più di una circoscrizione provinciale.

Nella circoscrizione Friuli Venezia Giulia è stabilita l'esigenza che uno dei collegi plurinominali sia costituito in modo da favorire l'accesso alla rappresentanza dei candidati espressione della minoranza linguistica slovena.

Analogamente, è presente il criterio in base al quale, nelle zone con minoranze linguistiche riconosciute, la definizione dei collegi deve essere tale da agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi.

Alcuni criteri di delega recano espressioni "di norma" e "ove possibile".

In base a tali criteri, ciascun collegio plurinominale corrisponde, di norma, al territorio di una provincia o al territorio di più province fra loro contigue.

Nel caso di province di dimensione estesa, in senso demografico, i collegi sono definiti mediante accorpamento dei territori dei collegi uninominali stabiliti dal d. Igs. 536/1993, escludendo, ove presenti, i comuni compresi in un'altra provincia.

Un ulteriore criterio - da rispettare "di norma" - riguarda il mantenimento dell'integrità del territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per ampiezza demografica, devono essere divisi in più collegi. In quest'ultima ipotesi, i collegi sono definiti "di norma" mediante accorpamento dei territori dei collegi uninominali stabiliti dal D.Lgs. 536/1993.

Infine, principi e criteri direttivi non completamente vincolanti ("di norma") riguardano l'esigenza di tenere conto, per il bacino territoriale di ciascun collegio, dell'omogeneità economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali nonché della continuità del territorio di ciascun collegio.

La Tabella A allegata al decreto legislativo contiene, per ciascuna circoscrizione ripartita in più collegi, l'elenco degli stessi e la rispettiva composizione data, nella maggiornaza dei casi, dall'elenco dei collegi uninominali Camera 1993 il cui territorio è compreso nel collegio plurinominale e dai singoli comuni che pure ne fanno parte (nei casi in cui il territorio del collegio uninominale sia stato ripartito in più collegi plurinominali).

La Tabella B allegata al Decreto legislativo contiene la composizione degli otto collegi uninominali del Trentino-Alto Adige, che corrisponde a quella determinata dal D.lgs. 536/1993, sulla base dell'art. 7 della legge 277/1993.

L'elenco dei comuni compresi nei collegi plurinominali di cui alla Tabella A e l'elenco dei comuni compresi nei collegi uninominali del Trentino-Alto Adige di cui alla Tabella B sono disponibili nel sito dati.camera.it.

Dossier
Documenti e risorse WEB
 
Il contenuto della legge
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22/09/2016

Nella seduta del 4 maggio 2015 il Parlamento ha approvato, in via definitiva, il nuovo sistema elettorale della Camera (legge 6 maggio 2015, n. 52).

Il nuovo sistema elettorale della Camera dei deputati, che si applica a decorrere dal 1° luglio 2016, si basa sui seguenti principali elementi:

 

–  la suddivisione del territorio nazionale in 20 circoscrizioni elettorali, corrispon- denti alle regioni, divise a loro volta (ad esclusione di Valle d'Aosta e Trenti- no-Alto Adige) in complessivi 100 collegi plurinominali;

–  l'assegnazione a ciascun collegio di un numero di seggi compreso tra tre e nove;

–  la previsione di disposizioni speciali per le circoscrizioni Valle d'Aosta e Trenti- no-Alto Adige, nelle quali sono costituiti collegi uninominali; per il Trentino-Alto Adige, inoltre, tre seggi sono assegnati con sistema proporzionale;

–  l'attribuzione dei seggi alle liste su base nazionale;

–  la definizione di una soglia del 3 per cento dei voti validi, su base nazionale, quale requisito di accesso alla ripartizione dei seggi (previsioni specifiche sono definite per le liste rappresentative di minoranze linguistiche);

–  l'attribuzione di 340 seggi alla lista che ottiene almeno il 40 per cento dei voti validi su base nazionale;

–  la previsione di un turno di ballottaggio tra le due liste che ottengono il maggior numero di voti qualora nessuna lista raggiunga la soglia del 40 per cento; alla lista che prevale nel ballottaggio sono attribuiti 340 seggi;

–  l'esclusione della possibilità per le liste di collegarsi in coalizione nonché della possibilità di apparentamento o collegamento fra liste in caso di ballottaggio;

–  la ripartizione dei seggi avviene successivamente nelle circoscrizioni, in misura proporzionale al numero di voti che ciascuna lista ha ottenuto; segue quindi la

ripartizione dei seggi nei collegi plurinominali in cui si articolano le circoscri- zioni, anche in tal caso in misura proporzionale al numero di voti ottenuto da ciascuna lista;

–  la previsione, ai fini della presentazione delle liste nei collegi plurinominali per i partiti o i gruppi politici organizzati, del deposito presso il Ministero dell'interno dello statuto;

–  l'articolazione delle liste elettorali con un candidato capolista e un elenco di can- didati; all'elettore è consentito esprimere fino a due preferenze, per candidati di sesso diverso (cd. "doppia preferenza di genere"), tra quelli che non sono capoli- sta: sono quindi proclamati eletti dapprima i capolista, successivamente, i candi- dati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze;

– la previsione del divieto di candidature in più collegi, neppure di altra circoscri- zione, ad eccezione dei capolista, che possono essere candidati, al massimo, in 10 collegi;

– l'introduzione di previsioni volte a promuovere le pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive: in particolare, i candidati devono essere presentati - in ciascuna lista - in ordine alternato per sesso; al contempo, i capo- lista dello stesso sesso non possono essere più del 60 per cento del totale in ogni circoscrizione; nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista, inoltre, nessun sesso può essere rappresentato in misura superiore al 50 per cento;

–  la previsione di disposizioni per consentire ai cittadini temporaneamente all'e- stero per motivi di studio, lavoro o cure mediche di votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero nonché agli elettori appartenenti alle Forze armate ed alle Forze di polizia, impegnati nelle missioni internazionali, di votare secondo le modalità che saranno definite di intesa tra i ministri competenti.

 

La suddivisione del territorio nazionale

 

Il primo elemento che caratterizza il nuovo sistema elettorale è la suddivisione del territorio nazionale in 20 circoscrizioni elettorali ripartite nell'insieme in 100 collegi plurinominali (ad eccezione di Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, per cui sono previste disposizioni particolari) (art. 1 del TU). Le 20 circoscrizioni corrispondono al territorio delle Regioni (Tabella A legge 52/2015).

Si ricorda che il sistema di ripartizione dei seggi nelle circoscrizioni è espressa- mente indicato dall'art. 56, quarto comma, della Costituzione: fatti salvi i 12 seggi da attribuire nella circoscrizione Estero, si divide per 618 il numero degli abitanti della Repubblica, come risultante dall'ultimo censimento generale della popolazione, e si distribuiscono i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

L'assegnazione del numero di seggi spettante a ciascuna circoscrizione è effettuata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, da emanare contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi elettorali. Con il medesimo decreto del Presidente della Repubblica che dispone l'assegnazione dei seggi alle circoscrizioni è determinato, per ciascuna circoscrizione, il numero di seggi da attribuire nei collegi plurinominali sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione. Salvo quanto disposto per le circoscrizioni Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, i seggi spettanti a ciascuna circoscrizione vengono assegnati in collegi plurinominali nei quali è attribuito un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a nove (art. 3 TU).

La determinazione dei collegi plurinominali è stata definita dal decreto legisla- tivo 7 agosto 2015, n. 122, sulla base della delega contenuta nell'art. 4 della legge 52/2015. Il decreto legislativo individua l'articolazione dei collegi nella Tabella A allegata al medesimo decreto.

 

Presentazione delle candidature nei collegi

 

La legge 52/2015 modifica anche la disciplina relativa alla presentazione delle candidature per le parti riguardanti, in particolare, la sottoscrizione delle firme, la compilazione delle liste, l'introduzione di disposizioni a tutela della parità di genere, nonché i limiti alla possibilità di candidature plurime.

La nuova disciplina (art. 18-bis TU) prescrive, ai fini della presentazione delle liste, la sottoscrizione da parte di almeno 1.500 e non più di 2.000 elettori.

È confermata la norma che prevede - in caso di scioglimento della Camera che anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni - la riduzione alla metà del numero di sottoscrizioni necessarie. Resta fermo, inoltre, che nessuna sottoscrizione è richiesta (art. 18-bis, comma 2, TU):

a)         per i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all'inizio della legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi elettorali;

b)        per i partiti o gruppi politici rappresentativi di minoranze linguistiche ricono- sciute che abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime ele- zioni per la Camera o per il Senato.

Un diverso regime delle sottoscrizioni è previsto per la presentazione delle candidature nella circoscrizione Estero e nelle regioni Valle d'Aosta e Trentino–Alto Adige.

È altresì prevista una disposizione speciale in materia di esonero dalla raccolta delle sottoscrizioni, limitata alle prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge (art. 2, comma 36, legge 52/2015): per queste, infatti, l'esonero dalla raccolta delle sottoscrizioni si applica anche ai partiti o ai gruppi politici costi- tuiti in gruppo parlamentare in almeno una delle Camere al 1° gennaio 2014.

 

La legge innova anche la disciplina vigente della compilazione delle liste.

In particolare, la lista deve essere composta da un candidato capolista e da un elenco di candidati presentati in ordine numerico.

L'art. 19 TU, come novellato, conferma che nessun candidato può essere incluso, come già oggi, in liste con diversi contrassegni (nello stesso o in altro collegio), mentre consente ai soli candidati capolista di essere inclusi in liste con il medesimo contrassegno, in una o più circoscrizioni, fino ad un massimo di dieci collegi.

Il mancato rispetto dei vincoli posti è sanzionato, in ogni caso, con la nullità dell'elezione.

Il numero di candidati di ogni lista non può essere inferiore alla metà e non superiore al totale dei seggi assegnati al collegio plurinominale.

Inoltre, sono introdotte tre prescrizioni finalizzate a garantire l'equilibrio nella rappresentanza di genere (art. 18-bis, comma 3, TU).

Tali prescrizioni stabiliscono che:

–    nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista, nessun sesso può essere rappresentato in misura superiore al cinquanta per cento, con arro- tondamento all'unità superiore;

–    nella successione interna delle liste nei collegi, i candidati sono collocati in lista secondo un ordine alternato di genere;

–    nel numero complessivo di candidati capolista nei collegi di ciascuna circoscri- zione, non può esservi più del 60 per cento dei candidati dello stesso sesso, con arrotondamento aritmetico.

Il mancato rispetto di ciascuno dei vincoli introdotti a tutela della parità di genere comporta la sanzione della inammissibilità della lista.

È altresì previsto (art. 18, comma 3-bis, TU) che sia allegato alla lista un elenco di quattro candidati supplenti, due di sesso maschile e due di sesso femminile.

Riguardo alla verifica della regolarità delle candidature, la legge 52/2015 ha introdotto ulteriori meccanismi di controllo sulle nuove disposizioni in materia di rappresentanza di genere (art. 18-bis TU) e di limiti alle candidature plurime (art. 19, comma 1, TU e art. 22 comma 1, numero 6-bis, TU).

 

Espressione del voto

 

Ogni lista è composta da un candidato capolista e da un elenco di candidati, pre- sentati secondo un ordine numerico (art. 18, comma 3, TU).

Ogni elettore dispone di un voto per la scelta della lista, da esprimere su un'unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista e il nominativo del candidato capo- lista. Può altresì esprimere uno o due voti di preferenza; in caso di espressione della seconda preferenza, l'elettore deve scegliere un candidato di sesso diverso rispetto al primo, a pena di nullità della seconda preferenza (art. 4, comma 2, TU).

Per quanto riguarda le modalità di espressione del voto, la legge prevede che ogni elettore dispone di un unico voto, che si esprime tracciando un segno, comunque apposto, nel rettangolo contenente il contrassegno della lista prescelta. Sono vietati altri segni o indicazioni (art. 58, comma 2, TU).

 

Attribuzione dei seggi

 

Possono accedere alla ripartizione dei seggi le liste che ottengono, su base nazio- nale, almeno il 3 per cento dei voti validi, salve le disposizioni particolari per la Valle d'Aosta ed il Trentino-Alto Adige (art. 1, comma 1, lettera e) legge 52/2015).

I seggi alle liste sono attribuiti su base nazionale con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti. Sono comunque attribuiti 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40 per cento dei voti validi o, in mancanza, a quella che prevale in un turno di ballottaggio tra le due con il maggior numero di voti, esclusa ogni forma di collegamento tra liste o di apparentamento in caso di ballottaggio (art. 1, comma 1, lettere d) e f)).

Il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi, la c.d. formula elettorale, è disciplinato dagli articoli 83 e 83-bis del TU.

L'art. 83 contiene le norme relative alle operazioni a carico dell'Ufficio centrale nazionale per l'assegnazione dei seggi alle liste a livello nazionale e nelle circoscrizioni, mentre l'art. 83-bis disciplina le operazioni a carico dell'Ufficio centrale circoscrizionale per l'assegnazione dei seggi nei collegi plurinominali.

In base alle previsioni del TU, una volta individuate le liste ammesse al riparto dei voti, l'Ufficio centrale nazionale procede ad una prima ripartizione provvisoria e temporanea di assegnazione dei seggi alle liste sulla base dei voti ottenuti (art. 83, comma 1, n. 4), TU) al fine di verificare il conseguimento di 340 seggi da parte della lista maggioritaria. Per effettuare questa prima ripartizione proporzionale il metodo previsto è quello dei quozienti interi e dei più alti resti.

Il quoziente di ripartizione si ottiene dividendo il totale delle cifre elettorali delle liste ammesse per il numero di seggi da attribuire: la parte intera del risultato di tale divisione costituisce il quo- ziente elettorale nazionale. A ciascuna lista sono assegnati tanti seggi quante volte il quoziente così individuato è contenuto nella rispettiva cifra elettorale nazionale. I seggi eventualmente non attri- buiti con i quozienti interi sono assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni abbiano dato i maggiori resti. In caso di parità di resti i seggi sono assegnati alle liste con la maggior cifra elettorale nazionale e in caso di ulteriore parità, a sorteggio.

Successivamente, l'Ufficio centrale nazionale valuta l'eventuale assegnazione del premio di maggioranza verificando, in primo luogo, se la cifra elettorale nazionale della lista maggioritaria corrisponde ad almeno il 40 per cento del totale dei voti validi espressi. Nel caso in cui la lista maggioritaria abbia effettivamente ottenuto il 40 per cento dei voti, l'Ufficio verifica se tale lista, in base alla ripartizione provvisoria effettuata, abbia conseguito almeno 340 seggi:

– qualora li abbia conseguiti, è confermata l'assegnazione dei seggi risultante dalla suddetta ripartizione;

– qualora non li abbia conseguiti, alla lista maggioritaria viene attribuito il numero aggiuntivo di seggi necessario per raggiungere il totale di 340 seggi; i restanti seggi sono ripartiti tra le altre liste con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti.

Ove, infine, nessuna lista abbia ottenuto il 40 per cento dei voti, si procede ad un turno di ballottaggio fra le due liste più votate; alla lista che risulta vincente al ballottaggio vengono quindi assegnati 340 seggi.

Completata l'assegnazione dei seggi alle liste a livello nazionale, l'Ufficio procede alla ripartizione dei seggi nelle circoscrizioni (come previsto dall'art. 83, comma 1,

n. 8)). La ripartizione è effettuata in misura proporzionale al numero di voti che ciascuna lista ha ottenuto in una determinata circoscrizione, con l'obiettivo di far sì che ciascuna circoscrizione ottenga al termine, come somma di tutti i seggi in essa  assegnati a tutte le liste, il totale dei seggi ad essa spettanti ai sensi dell'art. 56 della Costituzione. Il sistema di ripartizione fra le circoscrizioni richiama in gran parte quello introdotto dalla legge n. 270 del 2005.

Successivamente, gli uffici centrali circoscrizionali procedono all'ulteriori ripartizione dei seggi nei collegi plurinominali (art. 83-bis TU).

 

Proclamazione degli eletti

 

Sono quindi proclamati eletti, fino a concorrenza dei seggi che spettano a ciascuna lista in ogni circoscrizione, dapprima, i capolista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze.

Qualora in un collegio non sia possibile assegnare tutti i seggi ad una lista perché la lista stessa ha esaurito il numero di candidati, l'Ufficio centrale circoscrizionale assegna i seggi alla lista in un altro collegio della medesima circoscrizione in cui la lista stessa abbia la maggior parte decimale del quoziente inutilizzata, a partire dal capolista e, successivamente, in base alla graduatoria delle preferenze ottenute dagli altri candidati. Qualora residuino ancora seggi da assegnare alla lista, l'Ufficio lo assegna in un altro collegio della medesima circoscrizione in cui la lista stessa abbia la maggior parte decimale del quoziente già utilizzata; anche in tal caso si segue lo stesso criterio: prima il capolista e poi i candidati in ordine di preferenze ottenute (art. 84, co. 2, TU).

Qualora anche dopo tali operazioni residuino ancora seggi da assegnare alla lista, l'Ufficio centrale circoscrizionale ne dà comunicazione all'Ufficio centrale nazionale, il quale individua la circoscrizione in cui la lista stessa abbia la maggior parte decimale del quoziente inutilizzata e ne dà comunicazione a sua volta all'Ufficio centrale circoscrizionale competente. Quest'ultimo provvede all'assegnazione del seggio, sempre nell'ordine descritto (art. 84, comma 3, TU).

In tutte le operazioni in caso di parità della parte decimale, si procede mediante sorteggio (art. 84, comma 4, TU).

L'articolo 85 prevede che il deputato eletto in più collegi plurinominali dichiari alla Presidenza della Camera, entro otto giorni dalla data dell'ultima proclamazione, il collegio prescelto. In mancanza di opzione si procede mediante sorteggio.

La disposizione si ricollega alla possibilità di candidature plurime prevista dall'art. 19 TU per i candidati capolista e conferma il meccanismo previsto nella legge n. 270 del 2005 per le opzioni fra circoscrizioni.

L'articolo 86 disciplina l'attribuzione dei seggi rimasti vacanti per qualsiasi causa, anche sopravvenuta: tali seggi sono attribuiti nel medesimo collegio plurinominale al primo dei candidati non eletti secondo la graduatoria delle preferenze della medesima lista. Qualora la lista abbia esaurito i candidati si procede con le modalità previste dall'art. 84 in caso di incapienza delle liste (commi 1 e 2).

È altresì disciplinata l'attribuzione dei seggi vacanti nelle circoscrizioni Valle d'A- osta e Trentino-Alto Adige: nel caso si tratti di collegi uninominali si procede ad elezioni suppletive; nel caso in cui si tratti di uno dei seggi attribuiti con metodo proporzionale in Trentino-Alto Adige, il seggio è assegnato al primo dei candidati non eletti nell'ordine progressivo di lista (commi 3 e 3-bis).

 

Il voto nelle regioni Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige

 

La nuova disciplina per l'elezione della Camera dei deputati contiene disposizioni speciali per le circoscrizioni Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige.

Il principio della specialità è enunciato all'articolo 2 del TU: la circoscrizione Valle d'Aosta è costituita in un unico collegio uninominale (comma 1), mentre nella regione Trentino-Alto Adige sono costituiti otto collegi uninominali (comma 1-bis). Nelle due circoscrizioni il sistema di elezione è uninominale maggioritario, con una quota proporzionale in Trentino-Alto Adige, in base alla quale sono attribuiti tre seggi.

I candidati nei collegi uninominali sono collegati a liste presentate a livello nazionale. Il collegamento candidato-lista determina la connessione tra le due circoscrizioni ‘speciali' e il restante territorio nazionale.

I voti espressi nei collegi uninominali, infatti - oltre a determinare l'elezione del candidato uninominale - sono computati in sede nazionale per la determinazione della lista maggioritaria e per la determinazione delle soglie di accesso alla riparti- zione dei seggi. Quei medesimi voti - dal momento che hanno già dato luogo alla elezione di un candidato nella circoscrizione - non sono peraltro considerati ai fini della ripartizione dei seggi assegnati nella restante parte del territorio nazionale.

L'assegnazione dei seggi della quota proporzionale in Trentino-Alto Adige (arti- colo 93-quater, commi 4-7) avviene in modo differente in relazione all'attribuzione o meno del premio di maggioranza; in conformità alle determinazioni dell'Ufficio centrale nazionale:

–  se il premio di maggioranza non è attribuito - in quanto la lista maggioritaria con l'assegnazione proporzionale ha già ottenuto almeno 340 seggi - i seggi sono attribuiti proporzionalmente, con il metodo d'Hondt;

–  se il premio di maggioranza è attribuito alla lista maggioritaria – sia a seguito di verifica positiva del raggiungimento del 40 per cento dei voti validi, sia a seguito di ballottaggio - i seggi sono assegnati per due terzi alla lista maggioritaria e il restante terzo è ripartito tra le liste di minoranza.

L'assegnazione avviene comunque sulla base dei voti ottenuti dalle liste, previo scorporo parziale dei voti ottenuti dai candidati uninominali collegati.

La disciplina del voto nelle due circoscrizioni Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta è contenuta nel Titolo VI del TU, agli articoli da 92 a 93-quater.

Altre disposizioni sono inserite nel testo di legge laddove è stata ritenuta necessaria un'esplicitazione delle modalità di computo dei voti e dei seggi.

 

Il voto nella circoscrizione estero

 

La legge 52/2015 ha introdotto specifiche disposizioni relative al voto dei cittadini all'estero. In particolare, è estesa la possibilità di esercitare il voto per corrispondenza - previsto per i cittadini residenti all'Estero - anche ai cittadini non residenti all'Estero ma che vi si trovano temporaneamente per un periodo di almeno tre mesi (nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione elettorale) per motivi di lavoro, studio o cure mediche (art. 2, commi 37 e 38, legge 52/2015). A tal fine, è stata modificata la legge 27 dicembre 2001, n. 459 che reca le norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero.

Viene quindi previsto che i cittadini temporaneamente fuori dall'Italia – ed i familiari conviventi – che intendono votare all'estero devono esercitare un'opzione (art. 4-bis, comma 2, legge 459/2001), mediante l'invio di una richiesta, redatta in carta libera e sottoscritta dall'elettore, corredata da alcuni documenti e valida per la singola consultazione, che dovrà pervenire al comune di iscrizione elettorale entro 10 giorni dalla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali.

Il voto viene espresso per corrispondenza e gli elettori votano i candidati della circoscrizione Estero. Le procedure elettorali sono in gran parte analoghe a quelle vigenti per i cittadini residenti all'Estero.

Per gli elettori appartenenti alle forze armate ed alle forze di polizia temporaneamente all'estero nello svolgimento di missioni internazionali (art. 2, comma 5) le modalità di formazione dei plichi, del recapito agli elettori e della raccolta dei plichi, a cura del ministero della difesa, sono definite di intesa tra i ministeri degli affari esteri, della difesa e dell'interno.

Si ricorda infine che, in base alla norma di chiusura recata all'art. 50 alla legge 352 del 1970 sui referendum costituzionali e di iniziativa popolare, per tutto ciò che non è disciplinato da tale legge si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del dPR 361/1957 nonché, per i cittadini italiani residenti all'estero, le disposizioni della legge in materia di esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero (legge 459/2001).

 

 

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L'esame presso la Camera dei deputati
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22/09/2016

Il 5 dicembre 2013, a seguito della pronuncia della Consulta (sentenza 1/2014), la Conferenza dei presidenti di gruppo della Camera ha convenuto, sulla base della dichiarazione di urgenza deliberata presso la stessa Camera, all'unanimità, il 31 luglio 2013, di richiedere l'iscrizione all'ordine del giorno della I Commissione dei progetti di legge in tema di modifica della legge elettorale. Questa delibera era basata sull'obiettivo di attivare possibili intese con il Senato circa la priorità dell'esame dei provvedimenti tra le due Camere.

Quindi, il 10 dicembre, la I Commissione della Camera ha iniziato l'esame di diverse proposte di legge e di tre petizioni popolari in materia elettorale, con riserva di proseguirlo una volta definita la procedura delle intese con l'altro ramo del Parlamento. Per i contenuti di tali proposte di legge si veda il dossier del Servizio studi Modifiche alle norme per l'elezione della Camera e del Senato - A.C. 3 e abb. sotto indicato.

Il 12 dicembre, con un comunicato stampa congiunto, i Presidenti dei due rami del Parlamento hanno comunicato la raggiunta intesa sul passaggio della materia elettorale alla Camera e, allo stesso tempo, hanno convenuto sull'esigenza, "anche ai fini di un'equilibrata condivisione dell'impegno riformatore, che il Senato abbia la priorità nell'esame dei progetti di legge di riforma costituzionale già presentati e preannunciati, in particolare quelli concernenti il superamento del bicameralismo paritario e per l'avvio di un più moderno ed efficiente bicameralismo differenziato".

Il 9 gennaio 2014, l'Ufficio di Presidenza della I Commissione della Camera ha quindi concordato di svolgere un ciclo di audizioni di esperti da concludere entro il 17 gennaio e, nello stesso giorno. Il 22 gennaio 2014 il relatore e Presidente della I Commissione ha presentato una proposta di testo unificato e il 24 gennaio la Commissione ha adottato come testo base per il seguito dell'esame la nuova proposta di testo unificato del relatore. Il 28 gennaio la Commissione ha quindi iniziato la discussione sul complesso degli emendamenti presentati il giorno precedente. Il 30 gennaio la Commissione ha dato mandato al relatore di riferire favorevolmente all'Assemblea che ha iniziato l'esame il giorno stesso.

Nella seduta dell'11 marzo l'Assemblea ha deliberato lo stralcio dell'articolo 2 relativo al sistema di elezione del Senato della Repubblica e ha approvato gli emendamenti della Commissione relativi alla formula elettorale. Il giorno seguente l'Assemblea ha approvato il testo.

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