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Speciale Provvedimenti

Politica economica e finanza pubblica
Commissione: V Bilancio
Politica economica e manovre finanziarie
D.L. 120/2013: misure urgenti di finanza pubblica ed in materia di immigrazione
informazioni aggiornate a mercoledì, 15 gennaio 2014

La legge 13 dicembre 2013, n.137, ha operato la conversione in legge del decreto-legge 15 ottobre 2013, n. 120, recante misure volte a consentire, in conformità ai parametri dell'Unione europea, di contenere il deficit del bilancio 2013 entro un valore non superiore al 3% del Pil, nonché disposizioni volte a fronteggiare le esigenze indotte dal fenomeno dell'immigrazione.

Dossier
Le misure correttive

Per quanto concerne l'intervento di miglioramento dei saldi di bilancio, esso reca misure che migliorano di circa 1,6 miliardi l' indebitamento netto. In tal modo si produce una correzione di 0,1 punti percentuali di Pil, che consente di posizionare tale saldo al 3,0 per cento del Pil medesimo, anziché al 3,1 cui si sarebbe attestato in assenza dell' intervento correttivo effettuato dal provvedimento. L'importo di 1,6 miliardi viene reperito tramite:

  • l'inasprimento del patto di stabilità interno per gli enti locali, disposto all'articolo 2, comma 5 (450 milioni),
  • la costituzione di accantonamenti indisponibili delle spese relative alle Missioni di ciascun Ministero, ai sensi del comma 1 dell'articolo 3 in esame (590 milioni),
  • l'utilizzo, tramite il versamento all'entrata del bilancio dello Stato, di quota parte delle risorse iscritte in conto residui per l'anno 2013 e non ancora erogate del Fondo per la tutela dell'ambiente (35 milioni),
  • nonché con un programma di dismissioni immobiliari, da adottare con procedure a legislazione vigente, da realizzare entro l'anno, che dovrà generare entrate per 525 milioni.
Le altre misure

In materia di immigrazione, viene incrementato (articolo 1) di 20 milioni di euro per l'anno 2013 il Fondo per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati ed istituito un Fondo immigrazione con una dotazione di 190 milioni di euro per l'anno 2013, prevedendosi contestualmente che entro il 31 marzo 2014 il Ministro dell'interno predisponga una relazione sull' utilizzo delle risorse assegnate per fronteggiare le esigenze derivanti dai recenti afflussi di migranti. Viene inoltre disposta l'impignorabilità dei fondi destinati all'adeguamento dei centri di identificazione ed espulsione e facilitata l'erogazione delle risorse destinate all'Istituto per la salute delle popolazioni migranti.

In materia di finanza locale con l'articolo 2, che analogamente all'articolo 1 reca una propria copertura finanziaria, vengono aumentate per 125 milioni le disponibilità del Fondo di solidarietà comunale per l'anno 2013, di cui 5 milioni destinati alle unioni di comuni, precisandosi che tali risorse, attribuite direttamente a ciascun comune da una tabella allegata al decreto-legge, non sono considerate tra le entrate finali rilevanti ai fini del patto di stabilità interno 2013. Vengono inoltre inaspriti per l'anno 2013, come prima detto, i vincoli del patto di stabilità interno, con l'eccezione dei comuni (da individuare con apposito decreto ministeriale) coinvolti dall'eccezionale afflusso di stranieri, e viene altresì disposta l'assegnazione agli enti locali delle eventuali risorse che non risultino necessarie per la gestione 2013 dell'albo dei segretari comunali e provinciali. Con una norma di semplificazione vengono poi escluse dalle procedure di assegnazione o recupero di risorse da parte del Ministero dell'interno le somme di ammontare inferiore a 12 euro e, infine, si consente agli enti locali di utilizzare per finalità di miglioramento delle rispettive situazioni finanziarie le somme derivanti dalla estinzione anticipata di un derivato.

Con il medesimo articolo sono inoltre dettate disposizioni in materia di pagamenti dei debiti pregressi delle amministrazioni territoriali di cui al decreto-legge n. 35 del 2013, precisandosi la tempistica delle erogazioni da effettuare nel 2014 e consentendo che, a determinate condizioni, possono essere ammessi a pagamento anche i debiti fuori bilancio (sempre che gli stessi presentino i requisiti per il riconoscimento al 31 dicembre 2012), a valere sulle risorse aggiuntive stanziate per i pagamenti in questione dal decreto-legge n. 102 del 2013.

Per quanto concerne la finanza regionale, lo stesso articolo 2 consente alle regioni sottoposte a Piano di rientro del disavanzo sanitario, a fronte di una riduzione strutturale del disavanzo, di evitare di portare al massimo le aliquote dell'IRAP e dell'addizionale regionale all'IRPEF e, per la quota delle risorse derivanti dalle maggiorazioni fiscali già decise ma non più necessarie ai piani di rientro, prevede che le regioni interessate possano disporre la riduzione delle aliquote ovvero la destinazione delle risorse suddette anche a finalità extrasanitarie, individuate in quelle dello svolgimento dei servizi pubblici essenziali e del pagamento dei debiti pregressi.E' stata infine introdotta per la regione Molise la possibilità di utilizzare, non includendola nelle spese rilevanti per il patto di stabilità regionale, una quota pari a 15 milioni delle risorse per la ricostruzione dei danni relativi al sisma del 2002.

Una specifica disposizione interviene in materia di contenzioso contabile, con riguardo ai termini per la presentazione della richiesta della c.d. "definizione agevolata" nei giudizi per responsabilità amministrativo-contabile presso la Corte dei conti e, da ultimo, è introdotta la facoltà di recesso per tutte le amministrazioni pubbliche e, nell'ambito della propria autonomia, anche per gli organi costituzionali, entro il 31 dicembre 2014 (termine poi ridotto al 30 giugno 2014 dal decreto-legge n.151/2013), dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge.