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Temi dell'attività parlamentare

Imprese, servizi ed energia
Commissione: X Attività produttive
Energia

Nel settore energetico, le politiche della XVII legislatura si muovono nel solco della Strategia Energetica Nazionale, puntando ad ottenere un contenimento delle bollette energetiche per imprese e famiglie, riducendo soprattutto la spesa per l'incentivazione delle energie rinnovabili ("spalma-incentivi" volontario e obbligatorio). Semplificazioni sono state adottate per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, unitamente al divieto di estrazione di shale gas e shale oil. Per quanto concerne il risparmio e l'efficienza energetica, sono state ulteriormente prorogate ed estese le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e la riqualificazione energetica.

 

Nel settore energetico, le politiche della XVII legislatura si muovono essenzialmente nel solco delle linee direttrici tracciate dalla Strategia Energetica Nazionale, che a tutt'oggi è il principale strumento di programmazione energetica vigente a livello interno. La strategia energetica nazionale è comunque destinata ad essere rivista, in linea con l'evoluzione del pacchetto in materia di energia e clima nell'ambito del quadro strategico per l'Unione dell'energia delineato in sede europea, e il Ministero dello sviluppo economico ha costituito un apposito gruppo di lavoro presso la DGSAIE, formato da rappresentanze istituzionali e settoriali interessate, con l'intento di fornire un quadro informativo per il monitoraggio e l'aggiornamento della Strategia Energetica Nazionale. Attività prodromica a tale lavoro di revisione è l'elaborazione di Relazioni annuali sulla situazione energetica nazionale, presentate una a luglio 2015 (per l'anno 2014) e l'altra a giugno 2016 (per l'anno 2015).

Dunque, in linea con gli obiettivi SEN, gli interventi del legislatore sono stati finalizzati ad una maggiore trasparenza (D.Lgs. n. 102/2014) nonché ad un contenimento delle bollette energetiche per imprese e famiglie attraverso una riduzione degli oneri - iscritti nella componente A3 della bolletta elettrica - derivanti dall'incentivazione delle energie rinnovabili (in questo senso, il D.L. n. 154/2013 e il D.L. n. 91/2014, cd. "spalma-incentivi" volontario e obbligatorio), una maggiore liberalizzazione del mercato energetico (DDL annuale sulla concorrenza A.S. 2085), oltre che un miglioramento dell'efficienza energetica (D.Lgs. n. 102/2014, in corso di attuazione).

Il D.L. 145/2013 c.d. Destinazione Italia interviene per diminuire l'incidenza sulle bollette della componente A3, riguardante il costo dell'incentivazione per le fonti rinnovabili, modificando i prezzi di ritiro dedicato e proponendo ai produttori di rinnovabili un'alternativa tra una rimodulazione dell'incentivo, ovvero la fruizione fino al termine dell'incentivo spettante, con la limitazione che, nei dieci anni successivi alla scadenza del termine, gli interventi realizzati sullo stesso sito non avranno diritto ad ulteriori agevolazioni (spalma-incentivi volontario).

Il D.L. 91/2014 cd. Competitività mira a ridurre le bollette elettriche delle piccole e medie imprese, attuando una serie di risparmi sugli oneri generali di sistema. In particolare, con una norma conosciuta come "spalma-incentivi", per gli impianti fotovoltaici sopra i 200 kW di potenza si pone l'alternativa tra vedere rimodulati gli incentivi su 24 anni (anziché su 20) oppure optare per una riduzione dell'8% dell'incentivo per la durata residua del periodo di incentivazione (spalma-incentivi obbligatorio).

L'obiettivo di ridurre il costo dell'energia si è concretizzato anche in una serie di interventi contenuti nel D.L. n. 69/2013 (c.d. "del Fare"). Al riguardo, si ricorda la rideterminazione delle modalità di calcolo del "costo evitato di combustibile" (CEC) applicato agli impianti che godono delle tariffe Cip6, con l'obiettivo di portare i valori del meccanismo incentivante Cip 6/92 verso valori di mercato e ridurre gli oneri di sistema.

Il perseguimento degli obiettivi di riduzione del costo dell'energia, da realizzare attraverso una più piena liberalizzazione del mercato è alla base del disegno di legge annuale sulla concorrenza A.S. 2085, già approvato dalla Camera e all'esame del Senato in seconda lettura, che prevede l'abrogazione del regime di maggior tutela per il gas e per l'energia elettrica, fissando al 1° gennaio 2018 il termine per il passaggio al mercato libero.

Per una piena realizzazione del mercato energetico concorrenziale, è stata poi modificata nel corso dell'attuale legislatura la disciplina di recepimento (D.Lgs. n. 93/2011) del cd. "Terzo pacchetto energia"  per dar seguito ai rilievi mossi dalla Commissione UE circa la non corretta attuazione di tale pacchetto per ciò che riguarda i poteri dell'AEEGSI e la sua indipendenza dal Ministero dello sviluppo economico. Le norme europee impongono infatti che la funzione regolatoria si affidata ad un organismo che offra le massime garanzie di essere "funzionalmente indipendente da qualsiasi altro soggetto pubblico e privato".

Nell'ottica degli obiettivi di approvvigionamento, si collocano poi le semplificazioni per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi (D.L. n. 133/2014), mentre, finalizzato alla tutela del contesto ambientale di riferimento, è il divieto di estrazione di shale gas e shale oil (D.L. n. 133/2014); nonché, - nell'ambito della delega per l'introduzione di un sistema di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (PSEA) contenuta nell'articolo 70 della Legge 28 dicembre 2015, n. 221 cd. "Collegato ambientale" - la preclusione delle attività di stoccaggio di gas naturale in acquiferi profondi.

Con riferimento specifico al settore del gas, ed in particolare, alle gare d'ambito nella distribuzione del gas naturale, numerosi provvedimenti hanno inciso sulla relativa disciplina, disponendo ulteriori proroghe dei termini per la pubblicazione dei bandi di gara, da ultimo il D.L. n. 210/2015 (legge n. 16/2016), cd. D.L. Milleproroghe.

Per quanto concerne incentivazione del risparmio e dell'efficienza energetica, nell'attuale legislatura, è stato adottato il decreto legislativo 102/2014 di recepimento della direttiva 2012/27/UE. A tal proposito si ricorda che il D.Lgs. n. 102/2014 ha previsto che siano messe a disposizione dei clienti finali informazioni esaurienti e in formato comprensibile sui costi energetici e che le fatture siano precise e basate sul consumo effettivo, con opzione di ricevimento della bolletta in formato elettronico. In attuazione di tali previsioni, l'Autorità per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico (AEEGSI) ha fissato i criteri per la trasparenza delle bollette per i consumi di elettricità e/o di gas distribuito a mezzo di reti urbane (cd. Bolletta 2.0).

Sono state inoltre ulteriormente prorogate ed estese le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie: l'ecobonus è stato da ultimo prorogato per l'anno 2016, con la legge di stabilità, legge n. 208/2015. E' stato inoltre adottato il "Nuovo Conto termico" (D.M. 16 febbraio 2016). Si è poi intervenuti sulla disciplina della certificazione energetica degli edifici, con l'entrata in vigore dell'attestato di prestazione energetica degli edifici (APE). Le misure per l'efficienza energetica possono fornire un contributo significativo all'inversione delle attuali tendenze in materia di prezzi e costi dell'energia.

Le fonti rinnovabili continuano a costituire un tema centrale. E' recente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.M. 23 giugno 2016, sull'incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. I nuovi incentivi verranno comunque erogati nel rispetto del tetto complessivo di 5,8 miliardi di euro annui previsto per le energie rinnovabili, diverse dal fotovoltaico, oggi in bolletta.

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Imprese e servizi

Le politiche a favore delle imprese, in particolare tramite il sostegno al tessuto produttivo delle piccole e medie imprese e tramite la valorizzazione dell'innovazione e della ricerca,  costituiscono un punto cruciale per rilanciare la competitività del sistema produttivo. I principali filoni di intervento delle politiche a favore delle imprese, nella XVII legislatura sono volti a: riattivare il circuito del credito anche attraverso un potenziamento dell'operatività del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI; rilanciare gli investimenti privati con particolare riguardo agli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione; completare il processo di liberalizzazioni, delle attività economiche e di semplificazione degli oneri delle imprese; potenziare le politiche per la proiezione internazionale delle imprese.

 

 Gli obiettivi dei principali filoni di intervento delle politiche a favore delle imprese, nella XVII legislatura possono essere così individuati:

In questo quadro è di particolare rilevanza il decreto-legge 8 aprile 2013, n.35, volto a sbloccare il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione per un importo pari a 40 miliardi di euro, erogati nell'arco degli anni 2013 e 2014. l'ammontare dei crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica Amministrazione costituisce, infatti, un rilevante elemento di debolezza della struttura finanziaria delle imprese, per le quali la disponibilità di liquidità rappresenta una delle condizioni necessarie per aumentare i piani d'investimento o per migliorare le condizioni della gestione ordinaria.

L'obiettivo di incrementare la competitività del tessuto produttivo è il filo conduttore di una serie di misure contenute nel decreto legge n. 69/2013 (c.d. "del Fare") , che si concretizzano in interventi diversi volti ad incentivare gli investimenti. Una prima tipologia di intervento, volta all'ampliamento delle possibilità di accesso al credito per le piccole e medie imprese, si sostanzia nella parziale riforma delle regole di accesso al Fondo di garanzia, di cui all'articolo 100 della legge n. 662 del 1996. Un'ulteriore forma di sostegno agli investimenti, consiste nell'individuazione di un meccanismo incentivante tramite finanziamenti agevolati per il rinnovo dei macchinari e degli impianti ad uso produttivo. La finalità di incentivare gli investimenti è altresì alla base della previsione del finanziamento, per 150 milioni di euro, dei contratti di sviluppo aventi ad oggetti programmi nel settore industriale e agroindustriale. Parzialmente riconducibile al tema del sostegno alle imprese è inoltre la previsione di una serie di finalità cui dovranno essere indirizzati interventi volti a favorire lo sviluppo delle attività di ricerca fondamentale e di ricerca industriale, tramite il sostegno del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Tale sostegno si sostanzia in un contributo alla spesa, nel limite del cinquanta per cento della quota relativa alla contribuzione a fondo perduto disponibili nel Fondo per le agevolazioni alla ricerca (FAR).

In tema di politiche a sostegno del sistema produttivo tra gli interventi maggiormente significativi della legge di stabilità per il 2014 (Legge n. 147/2013) vi è l'autorizzazione della spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e di 100 milioni di euro per il 2016 per finanziamenti agevolati nella forma di contratti di sviluppo nel settore industriale e nel settore turistico nonchè l'incremento di 100 milioni di euro per il 2014 e di 50 milioni per il 2015 per il Fondo per la crescita sostenibile, chiamato a promuovere i progetti di ricerca strategica, il rafforzamento della struttura produttiva e la promozione dell'internazionalizzazione delle imprese (v. Le politiche per l'internazionalizzazione).

Una serie di misure eterogenee per le imprese sono contenute nel D.L. 145/2013 (convertito in legge 9/2014), che contiene, tra l'altro, alcuni interventi urgenti per l'avvio del piano "Destinazione Italia". Tra le misure che riguardano specificamente le imprese vi è la riforma della disciplina degli incentivi all'autoimprenditorialità con misure volte a sostenere la creazione e lo sviluppo di piccole imprese possedute in prevalenza da giovani e da donne e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale; credito di imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo; norme in materia di internazionalizzazione delle imprese e di facilitazione dell'ingresso e del soggiorno in Italia per lavoratori extracomunitari impiegati nelle startup innovative; norme riguardanti la digitalizzazione e la connettività delle piccole e medie imprese; misure per favorire la risoluzione di crisi aziendali e difendere l'occupazione; misure per favorire il credito alla piccola e media impresa.

Ulteriori misure per favorire la competititività delle imprese sono contenute nel D.L. 91/2014 (c.d. competitività), il cui disegno di legge di conversione è stato approvato, con numerose integrazioni e modificazioni dal Senato (AS 1541) ed è, alla data del 4 agosto, all'esame dell'Assemblea della Camera, dopo che in sede referente presso le Commissioni riunite VIII e X è stato ulteriormente modificato (AC 2568-A).

 Infine, strettamente collegato alle politiche a sostegno della competitività è il tema del rilancio del settore turistico (v. tema: turismo). Gli intenti programmatici espressi dal Governo Letta all'inizio della XVII legislatura (si veda in particolare l'audizione del 16 ottobre 2013 del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo BRAi, in merito agli indirizzi programmatici del dicastero, con riferimento alla materia del turismo) erano orientati sostanzialmente su due linee direttrici: definire generali e condivise linee strategiche insieme a tutti gli attori istituzionali ed economici del sistema tramite la definizione di un nuovo Piano strategico per il turismo; attuare gli obiettivi previsti dal decreto legge 91/2013 Valore cultura e puntare su Expo 2015 per sostenere e rilanciare il valore turistico del nostro Paese.

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